Ho conosciuto Mario, l'omino del semaforo all'angolo vicino all'università.
Gli ho chiesto se conosce altri omini dei semafori, e lui m'ha guardata strana, m'ha detto che si trovano sempre, ogni notte, a far baldoria. Mettono i panni verdi e rossi in lavatrice, si lavano via lo smog e indossano vestiti più ricchi, di tutti gli altri colori e magari anche più larghi.
Poi finalmente mangiano, e intanto spettegolano sulla gente che han visto.
Quelli più stanchi vanno a dormire e fanno bei sogni, altri raccontano di questo strano mondo alle mogli e ai figli, ma molti dei racconti son incredibili, e allora non vengono creduti.
Ma dove sono i bambini degli omini dei semafori? Non lo sapeva, lui è scapolo e non li ha mai visti.
Però è sicuro che esistono, perché l'altro giorno è morto l'omino dell'incrocio più avanti (per quello il semaforo era spento), e quest'oggi ce n'è uno diverso, ancora un po' timido. Domattina andrò a conoscerlo io, e ti saprò dire, gli ho risposto.
Poi ci siamo salutati, lui s'è rivestito di rosso e ha ripreso l'aria seria.
Tanto io avevo già attraversato la strada.

E poi.. domani lo rivedo. Chissà se mi riconosce.
Chissà se c'è, magari va in ferie.

 

 

 

 

27 giugno 2005